Il politico di turno

La logica, che qualche tempo fa, non era un’opinione

Aprile 14, 2008 · 2 Commenti

Non ho parole, ma le troverò.

La delusione è palpabile, non tanto per il risultato ma per ciò che lo ha determinato. Il popolo italiano purtroppo si conferma ancora non abbastanza maturo, ideologicamente arretrato, superficiale, ed ignorante.

La democrazia è il compromesso universalmente riconosciuto che permette ad una nazione di avere una rappresentanza politica, ma resta un compromesso, ed essendo tale non è la soluzione migliore, bensì l’unica decente, abbastanza giusta.

Una soluzione che però considera il voto di un contadino equivalente a quello di un premio nobel, il chè è perlomeno “illogico”.

Mettici un’informazione nulla, di parte, e confusa, aggiungici una scarsa cultura socio-politica-economica dell’italiano medio ed il gioco è fatto. Si è persa la concezione del voto come atto di fiducia e di rappresentanza dei propri ideali, si vota incosciamente, senza conoscere programmi nè ideologie, senza un minimo di conoscenza della storia recente, totalmente disiformati.

L’Italia è l’unico paese al mondo dove tutto ciò è possibile, dove ci è rassegnati all’indecenza, all’innamissibile, e dove si contribuisce a far sì che tutto questo possa rimanere immutato, lamentadosi sporadicamente qua e là, ma permettendo a chi ha posto tutto ciò in essere di fare ancora di peggio.

Non ha vinto Berlusconi, ha vinto l’italiano medio, ha vinto l’Italia che si crede furba, ha vinto l’Italia del “vediamo come arrangiare”, ha vinto L’italia dell’ “io conosco uno che”, ha vinto l’Italia che ruba, ha vinto l’italia dell’egoismo sociale, ha vinto l’Italia della mafie, ha vinto l’italietta, ha vinto l’Italia sbagliata.

Non ha perso Veltroni, ha perso l’Italia indignata, ha perso l’Italia con un minimo di coscienza, ha perso l’italia che crede nei valori, ha perso l’Italia del “non è giusto”, ha perso l’Italia che si batte per delle buone cause, ha perso l’Italia che si vuole orgogliosa di se stessa, ha perso l’Italia sbagliata.

Ma cosa possiamo fare? Non dobbiamo rassegnarci. Dobbiamo essere delusi, affranti, preoccupati, arrabbiati, ma non rassegnati.

Non possiamo farlo in parlamento, possiamo farlo nel nostro paese. Dobbiamo fare qualcosa, e farlo in modo coeso, deciso, forte, concreto, secondo coscienza, secondo la legge, fedeli alla logica, che qualche tempo fa, non era un’opinione.

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